La complessitā delle
opere esposte, eterogenee per materiali, forme e dimensioni, ha sollecitato l'impegno di
un allestimento estremamente rigoroso e dal linguaggio inequivocabile, adatto a ricucire,
attraverso una modulazione omogenea, la varietā delle espressioni artistiche e ad offrire
un efficace supporto per la lettura del tema espositivo.
Il progetto č firmato dagli architetti Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni che hanno
curato con grande rigore formale e compositivo la realizzazione di tutto il Museo della
Cittā in Santa Giulia.
Allestita al primo livello del museo, la mostra si snoda in una sequenza di momenti
perfettamente corrispondenti alle tematiche dell'ordinamento, corredata da commenti
didattici e da testi di approfondimento scientifico.
Il pubblico viene introdotto fin dall'inizio nello spirito e nell'atmosfera del tema con
l'aiuto di quattro grandi installazioni multimediali e di un sottofondo di antichi canti
liturgici e quindi condotto quasi "per mano", alla sequenza delle opere,
attraverso le varie sezioni.
Anche la luce, usata per esaltare la ricchezza materica di alcune opere o sottolinearne la
valenza artistica, svolge un ruolo determinante nell'orientamento pubblico.
In un crescendo di suggestioni virtuali con riferimenti ai luoghi ed alle istituzioni per
la conservazione ed il culto delle Sante Croci, le ultime sale saranno dedicate
all'esposizione della Croce del Campo e della Stauroteca, e quindi, dopo aver ammirato le
dettagliatissime inquadrature multimediali delle oltre duecento gemme di cui č ornata, si
potrā direttamente accedere all'esposizione permanente della Croce di Desiderio nella
magnifica aula superiore di Santa Maria in Solario.
La mostra prosegue infine oltre le mura di Santa Giulia fino a raggiungere la
straordinaria architettura romanica del Duomo Vecchio, ove č esposta eccezionalmente
l'insigne reliquia della Vera Croce, realizzando quindi la naturale vocazione del Museo
della Cittā a superare le sue strutture compenetrando la cittā stessa.
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