Eretto verso la
fine del sec. XI dai maestri comacini sulle rovine della basilica paleocristiana di Santa
Maria Maggiore, il Duomo Vecchio, noto anche col nome di "Rotonda" è un raro
esempio di edificio romanico a pianta centrale, al quale venne aggiunto - verso la fine
del XV sec. - il presbiterio ( risalente al 1488-1498 ) con due cappelle laterali, sotto
il quale vi è la cripta di San Filastrio, a cinque navate e tre absidi; linsolita
forma probabilmente si rifà a quella del Santo Sepolcro di Gerusalemme.Allingresso si trova il monumento sepolcrale, in marmo rosso di Verona, a Berardo Maggi, vescovo di Brescia dal 1298 al 1308. Fra i tanti capolavori qui conservati si segnalano il monumento al vescovo Baldovino Lambertini di Bonino da Campione; gli affreschi con raffigurazioni mariane e i simboli degli Evangelisti (1260-1270) secondo schemi propri dellarte musiva veneziana; il busto di Alessandro VIII di Orazio Marinali (XVII sec.) e gli stalli lignei di Antonio Morari da Soresina. E ancora il San Gerolamo Emiliani di Giuseppe Tortelli e il Convito in casa di Simone Fariseo attribuito a Palma il Giovane. La cappella maggiore del presbiterio presenta dietro laltare - la pala
dellAssunta di Alessandro Bonvicino, soprannominato il Moretto ( 1525 ca.), artista
ampiamente testimoniato anche attraverso le tre tele fra le migliori del maestro-
raffiguranti San Luca, San Marco ed Elia dormiente. Vicino alla balaustra della cappella si segnalano le due tele del Romanino con la Raccolta della manna. La cappella di sinistra è detta delle Santissime Croci in quanto dietro laltare viene custodito il Tesoro della cattedrale di Brescia. Ai lati dellaltare le due importanti pale: lApparizione della croce a Costantino di Grazio Cossali e la Donazione delle Santissime Croci a Brescia di Antonio Gandino che narrano due episodi legati alla Leggenda di Jacopo da Varazze sul ritrovamento della Vera Croce e alla leggenda sulle Sante Croci di Brescia, riportata da Jacopo Malvezzi. |