
Fine VIII inizio IX secolo
Lamina metallica su struttura lignea e gemme
cm 127,5x99,5
Brescia, Santa Giulia Museo della Città
La Croce di Desiderio conserva il nome del re longobardo fondatore del
monastero ed è testimone delle infinite cure che le furono dedicate nel corso dei secoli.
Con il suo carico di gemme intagliate e in pasta vitrea, il medaglione doro
graffito, le miniature sotto cristallo, supera in ricchezza qualunque altro esempio
medievale. Restauri e donazioni hanno contribuito ad accrescere il tesoro iniziale, cui
risalgono specialmente le rare gemme di pasta vitrea che non hanno riscontro, in tale
abbondanza, altrove. Le miniature con gli evangelisti sono frutto di un restauro
carolingio, forse dovuto a Ludovico II o a Berengario, le gemme del tipo prodotto sotto
Federico II sono testimoni di donazioni duecentesche, le miniature con la Vergine e con il
Redentore sono invece del Rinascimento, come anche il Crocefisso, del tardo Cinquecento.
La Croce di Desiderio continuò dunque ad essere tenuta come cosa viva nel monastero
fondato dal re e dalla regina Ansa, benché separata rispetto alle altre croci civiche.
(C. Bertelli)

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Di tipo astile, ha rappresentato fino alla soppressione del monastero
di Santa Giulia, avvenuta nel 1798, un venerato oggetto liturgico, utilizzato in
importanti funzioni religiose.
La decorazione con duecentododici gemme e pietre preziose, databili per lo più tra
lepoca ellenistica ed il IX secolo d.C., vuole sottolineare la regalità di Cristo
ed assimilare al potere imperiale quello della Vera religio, in analogia con quanto in uso
nel mondo tardo antico per la corona e i simboli imperiali.
Il carattere devozionale della Croce sembra essere evidenziato dalla presenza di alcuni
cammei, le cui evidenti tracce di precedenti utilizzi dimostrano, con ogni probabilità,
che sono stati donati anche da privati smontando dei gioielli originali per inserirli poi
nella Croce.
Un ulteriore omaggio da parte di fedeli è testimoniato dallaggiunta in epoca
posteriore al IX secolo di alcune pietre lavorate.
Tra i cammei sono particolarmente significativi i tre cammei raffiguranti le muse in
Elicona, la toilette di Pegaso e Eracle e Onfale, scene tutte che alludono alla virtù e
allimmortalità dellanima.
Assegnabile allampio gruppo di croci reliquiari databili tra il VII ed il IX secolo,
la Croce di Desiderio fu prodotta da unofficina orafa nord-italica ancora legata
alla tradizione di Bisanzio, come sembra suggerire il fondo liscio su cui spiccano le
gemme. Pure la forma trapezoidale dei bracci, di cui quello inferiore come elemento di
base che doveva essere infilato in unasta, riprende la tipologia delle croci
devozionali orientali.
Nel 1800 la Croce venne anche detta di Galla Placidia per la fantasiosa identificazione
della dama riccamente abbigliata effigiata con due giovani sul notissimo tondo vitreo
aureografico databile non oltre il III secolo d.C., dama nella quale venne appunto
ravvisata Galla Placidia con i figli Valentiniano ed Onoria.
(C. Stella) |